Vtp: «Il decreto su Venezia viola le norme di tutela del concessionario»

Contrasporto: il decreto va migliorato

Meno critica, anche se non senza qualche stoccata, la posizione del presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè: «Il Governo ha fatto finalmente chiarezza, ma il decreto in fase di conversione deve essere migliorato. Come è certa la data della chiusura dell’accesso del canale della Giudecca, che obbliga le compagnie a trovare autonomamente soluzioni sostitutive di emergenza, non sono definiti, invece, i tempi della disponibilità dei primi accosti a Marghera».

«Per evitare – prosegue Uggè – che la prossima stagione, che dovrebbe essere quella della piena ripresa, dopo il duro colpo inferto dalla pandemia al settore, possa subire contraccolpi, è necessario avere la certezza che, per marzo 2022, gli accosti siano pronti».

La preoccupazione del sindacato

Sul fronte sindacale, il segretario nazionale della Filt-Cgil, Natale Colombo, afferma: «Siamo da subito disponibili a uno specifico e urgente incontro con il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e quello della Cultura per rappresentare le nostre preoccupazioni e necessità per le attività portuali e marittime di Venezia, direttamente coinvolte dal nuovo provvedimento ma soprattutto per offrire ai lavoratori certezze e non promesse. La tutela dell’ambiente e della laguna di Venezia non possono essere scambiate con una perdita importante di posti di lavoro».

Attesa la quantificazione dei ristori

Secondo il presidente dell’Autorità di sistema portuale di Venezia, Fulvio Di Blasio, «L’interdizione del passaggio delle navi da crociera attraverso il bacino di San Marco e il canale della Giudecca rappresenta, per modalità, tempistiche e procedure, da un lato una durissima prova per l’intero settore della crocieristica, per tutto l’indotto e per i lavoratori, dall’altro un punto cruciale e una sfida per il porto del futuro, oltreché un passaggio importante verso la costruzione di Venezia quale capitale della sostenibilità».

Per questo, conclude il presidente dell’Adsp, « è importante poter contare, lo vedremo a provvedimento approvato, su risorse pubbliche adeguate per agire efficacemente sia sul lato infrastrutturale (ormeggi alternativi a Porto Marghera) che su quello dei ristori».

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