Clima, i grandi della terra si dividono sui costi

L’Europa ha anche un altro meccanismo, l’Ets, che finalmente sta rendendo visibile il costo della CO2. Anche troppo visibile, addirittura da portare al fallimento economico, protestano i settori industriali più esposti. Quotazione classica di una tonnellata di CO2 emessa: 20 euro. Quotazione attuale: circa 45 euro. Valore atteso: 75 euro la tonnellate.

Esperti stimano che per avere effetto e riuscire modificare gli stili di consumo sui carburanti una carbon tax dovrebbe pesare 7,5 centesimi su ogni litro di benzina. In Italia forse non basta ancora a togliere competitività ai carburanti fossili, perché il disincentivo fiscale pesa 13 volte di più, cioè 1,02 euro al litro alla rilevazione del 6 luglio, circa il 160% in più di penalizzazione fiscale sul prezzo industriale. [Fonte: Sviluppo economico ]. Inoltre paghiamo già la carbon tax introdotta nel 1999 dall’allora ministro dell’Ambiente Edo Ronchi. Poco dopo la nobile destinazione ambientale venne dimenticata e il gettito di quella carbon tax venne incamerato nelle accise.

A tutto carbone

Con 2,15 miliardi di tonnellate petrolio-equivalenti, quest’anno la Cina dovrebbe raggiungere il primato di utilizzo del carbone [Fonte: Aie ] mentre ferma gli incentivi alle fonti rinnovabili.
In Germania, dove molti verdi hanno in tale odio il nucleare da preferirgli il carbone, anzi quel carbonaccio fumigoso che è la lignite nazionale, si annuncia la chiusura di centrali nucleari e di 84 centrali a carbone, si sventolano i successi rinnovabili della pulitissima Energiewende, ma intanto entra in pressione la nuovissima centrale a carbone di Datteln e si rinvia la chiusura di quella di Heyden per non far mancare la corrente ai tedeschi. [Fonte: BNetzA ].

Invece il Governo canadese frena l’aumento dell’estrazione di carbone a uso termoelettrico: nessun nuovo progetto minerario verrà più approvato, ha annunciato il ministro dell’Ambiente Jonathan Wilkinson.

A tutto nucleare

In Europa c’è divisione se considerare buono o cattivo il nucleare. Non emette anidride carbonica ma è una tecnologia che suscita molta paura.
La tassonomia europea degli investimenti verdi è quella che determina la destinazione dei flussi di denaro e in questa classifica l’energia atomica non ha ancora una collocazione definita.
I tedeschi, che ne fanno ampio uso, sono contrarissimi al nucleare; gli svizzeri nel recente referendum popolare hanno respinto le leggi climatiche e stanno dibattendo se allungare la vita utile delle loro centrali atomiche.
Nell’incertezza su come definire il nucleare, se dalla parte dei cattivi o tra i buoni, la Commissione europea ha chiesto mesi fa al suo centro ricerche Ccr-Jrc (Centro comune di ricerca, Joint research center) una valutazione scientifica per accertare se le centrali atomiche danneggiano l’ambiente o la salute. La risposta degli scienziati è stata serena e univoca: il nucleare non fa danno.

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