Case vacanza, al mare e in montagna corrono le richieste di acquisto. La mappa

Un aumento del risparmio accumulato, per chi un lavoro lo ha mantenuto nei lunghi mesi di lockdown. Ma anche la voglia di una seconda casa lontano (ma non troppo) dalla città. Da godere più che da affittare, consapevoli che anche quando si tornerà in ufficio, la formula “ibrida” del lavoro a distanza, permarrà in qualche forma.

Lo certificano i dati di maggio dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it sugli aumenti della domanda di case da acquistare nelle principali aree turistiche, con un record del +343% nelle Cinque Terre e del +73% nel Golfo di Gaeta rispetto allo stesso mese del 2020.

La domanda corre soprattutto nelle località turistiche

Il maggior incremento di richieste è visibile nelle località turistiche facilmente raggiungibili dai grandi centri, in particolare da Milano, con le citate Cinque Terre, e da Roma. Le altre aree che hanno segnato un volume di domanda molto al di sopra dello scorso anno sono infatti la costa degli Dei (la costa tirrenica della Calabria di fronte alle Eolie, +71%), l’arcipelago delle isole Ponziane (+70%), il Cilento (+68%) la Maremma Laziale (+67%) e l’arcipelago toscano (+62 per cento).

I PREZZI DI ACQUISTO

Prezzi in crescita

Lato prezzi, gli aumenti più significativi – rilevati dall’Ufficio studi di Scenari Immobiliari – si rilevano a Porto Cervo (con prezzi minimi e massimi al mq tra 7mila e 12.450 euro, in crescita del +4,8 per cento), a Capri (da 10.200 a quasi 20mila euro al mq, +4,5% sul 2019) e a Porto Ercole (in Toscana), dove i prezzi vanno da 5750 a oltre 10.500 euro al mq con un aumento del 4,3 per cento. Ma aumenti dal 4% in su, si registrano anche a Santa Margherita Ligure, Amalfi e nella toscana San Vincenzo.

Ma non c’è solo il mare. A giugno, come rileva sempre Scenari Immobiliari, solo a Courmayeur (prezzi al mq da 6.350 a 11.650 al mq), l’incremento è stato del +4,8% sullo stesso periodo del 2020. Considerando che, nel complesso, il segmento residenziale in Italia registra a giugno, mediamente, un calo del -2,2% sui prezzi, l’asset “seconda casa” mostra un cambio di prospettiva da parte degli investitori italiani.

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