Enel Gp: «Aste deserte per le rinnovabili, l’Italia faccia come la Germania»

«Con l’ultima asta aggiudicata giovedì per gli incentivi sugli impianti rinnovabili indetta dal Gse abbiamo toccato il fondo. È necessario rimediare». Salvatore Bernabei, ceo di Enel Green Power, lancia l’allarme sulla paralisi verso la quale si sta andando in Italia in termini di capacità di realizzare impianti rinnovabili. E questo con gli impegni del Recovery Plan da rispettare e un piano nazionale che sta per alzare da 42 a 60 gigawatt il target entro il 2030. «Dovremmo fare come la Germania. Il decreto semplificazione è l’ultima occasione», avverte.

Dottor Bernabei cosa sta succedendo?

Siamo partiti nel 2019 con il 100% di progetti aggiudicati, ma era la prima gara, si trattava di un lotto piccolo e c’erano molti progetti in attesa di essere realizzati. Poi le percentuali sono scese: la seconda 84%, poi 41%, il 24% a febbraio e ora siamo al 5%. Solo 74 megawatt su 1.581 megawatt di eolico e fotovoltaico per i lotti superiori a un megawatt. Questo vuol dire che negli ultimi due anni non c’è stato il processo di rigerenerazione delle pipeline e questo perchè mancano i permessi. Il processo è di forte deterioramento e sembra non si percepisca la gravità della situazione.

Che cosa stiamo rischiando?

Dal 2019 abbiano un Pniec (piano energia e clima, ndr) che prevede di realizzare 42 gigawatt entro il 2030: questo significa fare 4.200 megawatt all’anno e invece con le aste in due anni siamo appena a 1.600. Il punto è che l’Italia dovrà aggiornare il Pniec per allinearsi ai nuovi target della Commissione Ue. Si parla di circa 60 gigawatt da realizzare al 2030. Di questo passo non ci arriveremo mai. Eppure l’obiettivo non è impossibile, serve coraggio e una scelta radicale nel modo di procedere.

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